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News - Eventi

[ 03-05-16 ]
PRIMO IMPIANTO MOBILE DI SOIL WASHING

Modularità e trasportabilità per un abbattimento dei costi

Nel 2015 Baioni è stata scelta per la progettazione e la realizzazione di un impianto di “soil washing” mobile e modulabile da poter incorporare a una piattaforma di trattamento rifiuti esistente. L'azienda ha accolto con grande entusiasmo questa scelta e si è impegnata in prima linea conducendo un primo studio di fattibilità tecnica dal quale emerse la possibilità concreta di realizzare un impianto totalmente flessibile, adatto a varie tipologie di rifiuti/terreni (elenco ricette) senza dover modificare le macchine  in quanto costruito su moduli container, totalmente indipendenti, facilmente trasportabili, dotati di un proprio quadro elettrico.

I servizi Baioni
Progettazione - Ingegneria - Produzione - Automazione - Installazione - Manutenzione – Formazione

Le attività principali svolte da Baioni sono state le seguenti:
-Sviluppo dell'impianto in 3D
-Studio di ottimizzazione dei processi per determinare la configurazione ottimale
-Redazione di tutte fasi del processo
-Stima del costo dell'impianto
-Redazione di tutte fasi di progettazione dell'intera linea tecnologica
-Preparazione di tutte le specifiche relative alla fornitura delle macchine
-Redazione di tutte le funzionalità dell'impianto e dei relativi manuali per la formazione
-Fornitura di tutte le istruzioni per il  “commissioning” e  l'avviamento dell'impianto
-Formazione degli operatori
-Collaudo e avviamento

Soluzioni integrate - descrizione delle tipologie delle opere e processo

L'intera progettazione e le specifiche relative alla fornitura delle macchine sono state approvate nei primi mesi del 2015, le attività del commissioning e del collaudo sono attese per la primavera di quest'anno.
L'intervento consiste nell'introduzione di un attività di trattamento rifiuti contaminati da vari contaminanti di grande valenza ambientale poichè permette il recupero di una parte molto pregiata di terreno che altrimenti andrebbe persa. I rifiuti in ingresso sono infatti suoli/melme contaminate e in uscita sono materiali puliti e riutilizzabili, come sabbia e ghiaia, che verranno reimpiegati come materie prime secondarie, ad es. uso come stabilizzante per sottofondi stradali, come filler per conglomerati bituminosi, o addirittura come materiale impermeabilizzante e coibentante nelle discariche mentre una parte saranno fanghi da destinare allo smaltimento in impianti autorizzati. La bonifica attraverso la tecnica del “soil washing” ha come obiettivo la massimizzazione del recupero delle materie prime dai rifiuti, nell'ambito di un'ottica di sviluppo sostenibile. Il tutto nel pieno rispetto della normativa di riferimento per le attività specifiche dell’Unità Operativa Ambiente rappresentata dal D.Lgs. 152/06 “Norme in materia ambientale”, testo che disciplina a livello nazionale la gestione dei rifiuti, le bonifiche del sottosuolo, la gestione degli scarichi idrici e delle emissioni in atmosfera, nonché dalle delibere regionali e dai regolamenti tecnici che dettagliano e integrano le leggi nazionali a livello locale.
Il funzionamento dell’impianto di trattamento di “soil washing” Baioni sfrutta le diverse proprietà chimico fisiche delle particelle che compongono il suolo e di quelle dei contaminanti presenti, per ottenere il lavaggio della frazione granulometrica più grossolana (ghiaia e sabbia) da riutilizzare e l’addensamento della contaminazione in quella più fine, eventualmente da conferire a discarica.

 

soil washing mobile


Tale impianto è costituito principalmente dalle seguenti stazioni di processo, assemblate tra loro su moduli container:
• Tramoggia di carico e gruppo di alimentazione
• Unità di lavaggio e selezione
• Unità di lavaggio della ghiaia  
• Gruppi di idrociclonatura e frizionatura
• Impianto di trattamento acque (chimico-fisico)
• Impianto di trattamento fanghi (disidratazione con filtropressa)

Il terreno viene inviato allo skid di sfangamento dove, per mezzo della sfangatrice a tamburo ST200 a doppia camera di lavaggio in lamiera antiusura, con finitura conforme alla norma ISO 12944 per ambienti corrosivi C4, viene energicamente lavato e frizionato. Il materiale di risulta viene classificato in sabbia, ghiaia, e materiale organico; questi procede poi su un separatore vibrante dove viene asciugato e convogliato in un punto di raccolta per l'ulteriore smaltimento.
Il materiale più grossolano +5mm invece passa allo skid lavaggio, qui infatti le ghiaie vengono trasferite a una recuperatrice a coclea RC90 per subire un ulteriore controlavaggio e infine vengono stoccate per il loro recupero.

Si procede in seguito allo skid di ciclonatura composto da due idrocicloni, uno primario e uno secondario; i materiali più fini 0-5mm vengono introdotti in una prima unità di lavaggio sabbia GRF1 e separati con un taglio intorno ai 70 micron. Il +70 micron passa poi alla cella di attrizione BAIBAC dove i contaminanti vengono liberati dalle superfici delle particelle più fini tramite attrito e frizionatura. Il materiali in uscita dalla cella di attrizione, le sabbie appunto, vengono introdotti in una seconda unità di lavaggio GRF2 dove subiscono un ulteriore lavaggio, vengono vagliati, disidratati e infine stoccati.

Segue lo skid trattamento torbida; le acque contaminate in uscita dal primo ciclone passano al trattamento chimico-fisico in cui subiscono un processo di trattamento di depurazione totale con lavaggi speciali composti da acqua, additivi e reagenti chimici. Lo skid dell'impianto del chimico-fisico è qui composto da tre vasche – coagulazione, neutralizzazione e flocculazione – e da contenitori dotati di pompe dosatrici per reagenti chimici.


Dal trattamento chimico-fisico le torbibe contengono ancora gli inquinanti, pertanto si procede al processo di trattamento dei fanghi e delle acque attraverso due sedimentatori/chiarificatori. La separazione fra le particelle e il chiarificato viene accelerata con l'aggiunta di agenti flocculanti. Il fango viene ispessito sul fondo della vasca. Il fango in uscita procederà successivamente a una filtropressa affinchè il materiale solido e l'inquinante vengano opportunatamente disidratati per essere confluiti verso autorizzati siti di smaltimento. La filtrazione consente, rispetto alla sedimentazione, una maggiore concetrazione finale della torbida (anche 70% di SS).  L'acqua chiarificata a questo punto è depurata e quindi viene utilizzata per la sua reintroduzione nel ciclo produttivo dell’impianto.

La realtà Baioni è in continua evoluzione, sempre attenta e sensibile alle tematiche ambientali e alle strategie tematiche per la protezione del suolo e del waste management prescritta dall'Unione Europea. Sostiene quella che è stata definita “economia circolare” volta al recupero e al riutilizzo come base di un nuovo modello di economia di sviluppo, capace di proteggere l’ambiente, limitare i rifiuti, creare posti di lavoro e riusare le materie prime preziose. Per questo, sfruttando gli anni di esperienza nel settore minerario, la società è in grado di garantire la corretta concezione di qualsiasi linea tecnologica sulla base delle specifiche del suolo da bonificare ed è capace di fornire un adeguato supporto per la gestione e per la formazione del personale grazie al suo specifico staff di tecnici. Baioni è convinta che, assieme a ciascun partner o cliente, si possono creare le basi per un'economia a tutela del territorio, per creare lavoro, per difendere l’ambiente, per risparmiare, abbassando i costi per lo smaltimento dei rifiuti, mantenendo sempre alti standard qualitativi.  L'esperienza dell'impianto mobile di trattamento con 'soil washing' e i futuri impianti concepiti secondo questa logica, sono un esempio di approccio verso una “economia circolare” in Italia.

 

soil washing baioni


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