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News - Eventi

[ 07-05-13 ]
SOIL WASHING

Baioni Crushing Plants, produttore leader da oltre 50 anni di macchinari e impianti per la frantumazione, la selezione e il lavaggio di materiali inerti, nel settore del trattamento dei suoli, falde e terreni dispone di propria autorizzazione all'utilizzo di impianto mobile per la tecnica del Soil Washing. Ha già fornito impianti a terzi ed è in grado di garantire una corretta progettazione della linea in funzione delle caratteristiche dei terreni da bonificare nonché supporto tecnologico e addestramento necessario alla gestione con idonea formazione del personale. 

Autorizzazione dell’impianto mobile

La Provincia di Pesaro e Urbino, con Determina Dirigenziale n. 2387 del 15/10/2012,  ha autorizzato la nostra società a eseguire operazioni di trattamento e recupero di rifiuti tramite impianto mobile. L'autorizzazione è stata concessa ai sensi dell'art. 208, comma 15, del D.lg. 152/2006.

Il SW può essere effettuato con impianto fisso o mobile a seconda delle esigenze e richieste dei clienti, in funzione delle caratteristiche e capacità di trattamento. Gli impianti sono assolutamente flessibili nella loro gestione per consentire di adattare i trattamenti alle caratteristiche dei materiali in ingresso.

 

soil washing plant

 

Il SW ha lo scopo di recuperare la parte pregiata che si individua come risorsa recuperabile, con costi minimi di lavorazione; dopo il processo di lavaggio si possono ottenere i seguenti risultati:

- 90% degli inerti presenti nel terreno vengono recuperati (prodotto riutilizzabile).
- 10% del prodotto immesso finisce in discarica (rifiuto da avviare a recupero o a smaltimento).

Il SW può trattare una grande varietà di contaminanti, quali benzene, toluene, xilene, etilbenzene, idrocarburi clorurati, oli minerali, fenoli, idrocarburi policiclici aromatici, policlorobifenili, diossine, cianuri e metalli pesanti.

 

IMPIANTI DI TRATTAMENTO

I processi tecnologici delle linee e macchine che vengono attualmente prodotte da Baioni si basano sulle seguenti lavorazioni:

- frantumazione delle rocce

- vagliatura e calibratura degli inerti

- lavaggio e pulizia degli stessi

- recupero delle sabbie

- chiarifica delle acque di lavaggio

- separazione cellule solide dall’acqua di lavaggio (disidratazione)

In un impianto di SW vengono svolte operazioni fisiche quali: vagliature, ciclonature, flottazioni, attrizioni, ecc., il cui scopo è separare le frazioni inferiori a 200 micron dalle altre frazioni più grossolane. Il lavaggio cioè delle frazioni grossolane e fini con acqua d additivi al fine di trasferire la contaminazione dalla fase solida a quella liquida e depurare poi quest’utlima con metodologie di più facile applicazione (filtrazioni, neutralizzazioni, ossidazioni, ecc..). Tale tipologia di trattamento risulta particolarmente indicata per uttti quei terreni, suoli e/o sedimenti con tenori di ghiaia, pietrisco, sabbia rilevanti, mentre non è adatta a terreni con matrice argillosa in quanto la presenza di tale materiale con limo e humus formerebbe sospensioni stabili con i liquidi estraenti. Questo comporterebbe l’utilizzo di grandi quantità di prodotti chimici reagenti e la produzione di elevate quantità di fango da depurazione.

 

impianto soil washing

 

PROCESSO

1.    escavazione del terreno.
2.    asportazione dei detriti.
3.    eventuale frantumazione dei terreni/inerti.
4.    trattamento di bonifica tramite attrizione meccanica e lavaggio con l’aggiunta di agente estraente.
5.    classificazione finale.
6.    trattamento fanghi.
7.    scavo e stoccaggio dei terreni contaminati.
8.    vagliatura del terreno per separare i detriti di maggiori dimensioni; nel caso in cui si rilevasse una consistente presenza di inerti si installerà un impianto di frantumazione

Le fasi di trattamento sono le seguenti:

9.   lavaggio energico con soluzione costituita da acqua additivata con idoneo estraente per migliorare l’efficienza di rimozione dei contaminanti.
10. trattamento meccanico in soluzione con acqua ed estraente; tale fase consente la disgregazione degli agglomerati e la pulizia “meccanica”delle particelle attraverso l'abrasione delle stesse provocata dalla reciproca attrizione.
11. vagliatura e successiva ciclonatura delle varie pezzature del terreno; le sabbie, le ghiaie e le melme di lavaggio (acqua con limi e argille contaminate).
12. controllo del contenuto di inquinanti negli inerti, che sono poi utilizzati per il ritombamento in loco o sottoposti a un nuovo ciclo di lavaggio.
13. chiarifica delle melme di lavaggio per separare nuovamente l’acqua di lavaggio da limi e argille. Eventuale disidratazione mediante filtropressa dei limi e argille per essere idonei al recupero, o essere avviati allo smaltimento.
14. recupero dell’acqua di lavaggio per numerosi cicli di trattamento: solo al termine del processo viene depurata tramite idoneo impianto “chimico-fisico” progettato e realizzato in funzione della carica inquinante presente nell'acqua stessa.

 

CHIARIFLOCCULAZIONE

La tecnologia Baioni di chiariflocculazione è il processo indispensabile per trattare l’acqua contenente solidi sospesi ed altre sostanze inquinanti. La miscela (solidi+liquidi) da trattare può essere additivata con polimeri che aiutano la flocculazione, cioè l’agglomerarsi delle sostanze presenti. Tutto il processo è a ciclo chiuso ciò significa che le acque vengono interamente riutilizzate.

Il terreno depurato, prevalentemente costituito da ghiaia e sabbia, viene avviato ad un ulteriore lavaggio per eliminare i residui del fluido di estrazione contaminato e, successivamente, disidratato e riutilizzato.

 

DISIDRATAZIONE FANGHI

Nella sezione disidratazione fanghi verranno impiegate le centrifughe orizzontali ad alto rendimento BaiDec decanter di produzione Baioni.


DEPURAZIONE DELLE ACQUE


Una volta terminato il processo di lavaggio dei terreni, le parti più grossolane sono state ripulite e rimosse dagli agenti inquinanti, si passerà ora al trattamento delle acque per:
 
• Rimozione dei contaminanti trasferiti dalle particelle all’acqua mediante precipitazione, disemulsionamento, coagulazione, flocculazione, sedimentazione e filtrazione;
• Trattamento chimico-fisico della torbida contenente il limo, le argille e le sostanze inquinanti e ricircolo dell’acqua depurata.

La frazione fine contenente la maggior parte dei contaminanti originariamente presenti nel terreno, deve essere ulteriormente trattata o conferita, dopo opportuni trattamenti (inertizzazione, incenerimento, etc.), in discarica;

Il fluido di lavaggio viene trattato in un apposito impianto di depurazione. Nella pratica il terreno contaminato subisce un processo di lavaggio, una selezione granulometrica dei materiali lavati e in ultimo un trattamento chimico-fisico della parte acquosa/fangosa con recupero delle acque di lavaggio.

La composizione del fluido di lavaggio deve essere definita, caso per caso, in funzione del contaminante da rimuovere. L’utilizzo di additivi per favorire il rilascio dei contaminanti comporta però trattamenti onerosi dei residui di processo.

 

impianto chimico-fisico

 

Siamo a vostra disposizione per richieste e ulteriori approfondimenti.

 

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